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Itinerari

 

 

Il b&b augusta e anche vicino alla Necropoli di Pantalica Nota come il più importante sito archeologico della Sicilia orientale, Pantalica si mostra nel suo incantevole aspetto di località rupestre, circondata da due fiumi: Anapo e Calcinara.

Non lontano da Siracusa, Pantalica si erge tuttora al di sopra di un aspro altopiano, dove, circa tre millenni e mezzo fa, era stato fondato uno dei maggiori centri protostorici di questa parte dell'Isola.
Traccia di quella Sicilia preistorica che ancora rivive attraverso gli odori e i colori dei giunchi che fiancheggiano i due fiumi, Pantalica scopre, nella solitudine in cui è immersa, il suo patrimonio archeologico che comprende, tra l'altro, anche il mitico regno di Hyblone, le cui origini risalgono al periodo miceneo. Questo regno è testimoniato dai resti di un edificio monumentale, l'anaktoron (il palazzo regio), posizionato sulla cima della collina. Dall'anaktoron si può ammirare una delle più spettacolari necropoli siciliane: 5000 tombe ricavate nella roccia naturale.

Grazie alla sua posizione a strapiombo, l'altopiano fu scelto come luogo di stanziamento, da popolazioni indigene della costa orientale dell'Isola, nel XIII sec. a. C.. Il perimetro di Pantalica (in tutto circa 5 chilometri) racchiude, dunque, le tracce di una splendida civiltà isolana, che mantenne, nel tempo, contatti con le altre civiltà, soprattutto egee.
Ancora oggi questo stesso altopiano offre un meraviglioso panorama.
Per la forma delle tombe della necropoli noti archeologi hanno più volte descritto Pantalica come un gigantesco alveare.

Da Pantalica trae nome quel complesso di espressioni, denominato appunto "cultura di Pantalica", le cui testimonianze e reperti sono custoditi presso il museo Paolo Orsi di Siracusa.
Fu proprio Paolo Orsi ad organizzare, tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, una serie di campagne archeologiche a Pantalica; attraverso, tra l'altro, l'analisi dei sistemi costruttivi, l'analisi delle armi e delle ceramiche rinvenuti in situ, è stato ricostruito il percorso evolutivo della cultura del luogo, di chiara origine egeo-micenea.
Della civiltà egeo-micenea il tempo ci ha tramandato soltanto i resti di palazzo dell'Anax e dell'anaktoron…poi il silenzio di lunghi secoli muti ne ha seppellito la maggior parte dei segni, ma non la voglia di recuperarne ancora il ricordo.